Shell Bash – 4 – Espressioni condizionali

Oggi affronteremo un altro argomento fondamentale nello scripting con la Shell Bash: le espressioni condizionali, ovvero i costrutti ifif/then/elif/elsecase.

Cominciamo col chiarire a cosa servono questi costrutti: può accadere in uno script di avere la necessità di operare in modi diversi a seconda del risultato di una certa operazione e/o di un comando. La sintassi più elementare è la seguente:

if (CONDIZIONE); then
    (ISTRUZIONI);
fi

Che letteralmente significa “se si verifica CONDIZIONE allora esegui ISTRUZIONI“. La condizione di controllo può essere un confronto tra numeri o stringhe, ma anche semplicemente l’esito di un comando (ovvero, se il comando va a buon fine = restituisce valore zero, allora esegui le istruzioni successive).
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RedBlue’s Blog su Google+

Da pochissimi giorni, Google ha inaugurato le pagine anche sul proprio social network, Google+.

Ovviamente, RedBlue’s Blog non poteva non sbarcare anche sul social di BigG, per cui da oggi potete seguire gli aggiornamenti e i vari articoli anche sulla pagina ufficiale, basterà cliccare sul banner sottostante:

Alla prossima..

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Pinnacle 330e su Debian/Ubuntu senza problemi

E’ da un bel po’ di tempo che non dedico tempo alla mia Pinnacle 330e, il mio sintonizzatore tv analogico/DVB-T di cui in passato ho abbondantemente parlato nele pagine di questo blog.


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Shell Bash – 3 – Espressioni regolari

Terzo capitolo della guida alla shell Bash: oggi parliamo di espressioni regolari.

Prima di tutto, una definizione: si chiama espressione regolare una stringa che descrive un insieme di stringhe. Ovvero, un’espressione regolare è una sorta di schema (pattern) che descrive stringhe con caratteristiche simili.

Qual è l’utilità? Bè, semplicemente usando un’espressione regolare possiamo, con un’unica stringa, selezionarne n, in modo che un singolo script possa funzionare in n casi diversi.

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Debian Sid non monta dischi USB – Soluzione

Mi sono reso conto che la mia fiammante Debian Sid non riusciva ad aprire dischi esterni. Per la precisione, la chiavetta USB (più di una in realtà) veniva tranquillamente riconosciuta alla connessione, ma se provavo ad aprirla con Dolphin, ecco l’errore.

Considerando il fatto che ero abbastanza sicuro che non mancasse alcun pacchetto importante, ho pensato che il problema potesse essere il file fstab. Si tratta di quel file di configurazione che si occupa di indicare quali dispositivi possono essere montati con le relative opzioni di montaggio.

Bene, il mio si presentava (/etc/fstab) così:

# /etc/fstab: static file system information.
#
# Use 'blkid' to print the universally unique identifier for a
# device; this may be used with UUID= as a more robust way to name devices
# that works even if disks are added and removed. See fstab(5).
#
# <file system> <mount point>   <type>  <options>       <dump>  <pass>
proc            /proc           proc    defaults        0       0
# / was on /dev/sda3 during installation
UUID=0960ba6f-4c21-432e-8218-4de6dcf8ee82 /               ext4    errors=remount-ro 0       1
# /home was on /dev/sda6 during installation
UUID=959f0b50-d4f9-461f-a28c-6555c4a1acfa /home           ext4    defaults,user_xattr        0       2
# swap was on /dev/sda5 during installation
UUID=39966242-120f-436d-8696-ca55cb3f8e67 none            swap    sw              0       0
/dev/sdb1       /media/cdrom0   udf,iso9660 user,noauto     0       0
/dev/scd0       /media/cdrom1   udf,iso9660 user,noauto     0       0

L’errore era nella penultima riga, che praticamente andava a montare una qualsiasi pendrive USB come se fosse un CDROM, con gli evidenti problemi che questo può comportare. La soluzione? Commentare quella riga ovviamente!! Basta aprire come root il file /etc/fstab, mettere un # all’inizio di quella riga (la 15), salvare e il gioco è fatto!

Alla prossima..

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