C’è voluto qualche giorno, ma finalmente ho il tempo di smanettare un po’ col mio Raspberry Pi.

Prima di tutto, anche se penso lo sappiate, serve una memory card di tipo SD (le più comuni, va bene anche in formato microSD purchè sia abbinata ad un apposito adattatore); io ne ho a disposizione una da 4 GB, con prestazioni non particolarmente elevate. Ovviamente, più veloce sarà questa memoria, meglio è, anche se il Raspberry Pi non ha particolari pretese; per quanto riguarda la dimensione invece, pensate che il produttore prevede addirittura l’uso di una SD da 2 GB, anche se ovviamente più è grande, più spazio avrete a disposizione per i vostri files.

Iniziamo ad installare un sistema operativo: ci serve una distribuzione Linux con supporto alla CPU ARM, e consiglierei, per iniziare, di scorrere la pagina dei download del sito ufficiale, dove sono presenti delle distro già pronte. Io ho scaricato (ovviamente! 😉 ) Raspbian, distro derivata da Debian Wheezy ed ottimizzata per funzionare al meglio su questo dispositivo. Dopo aver scaricato l’archivio ed averlo decompresso, inseriamo la SD e la smontiamo, poi ci copiamo sopra l’immagine:

sudo fdisk -l
sudo umount /dev/sdXX
sudo dd bs=1M if=2012-07-15-wheezy-raspbian.img of=/dev/sdX

In cui bisogna sostituire a sdX l’identificativo della vostra scheda, che avrete ottenuto con fdisk. Quando avrà terminato, se la SD ha una capacità maggiore di 2 GB, consiglio di usare GParted per ridimensionare le partizioni di default create, in modo da poter sfruttare tutto lo spazio a disposizione. Inoltre, sarebbe bene aggiungere una partizione di swap da almeno 256 MB.

A questo punto, inserite la SD preparata nel Raspberry Pi, collegate tastiera, mouse, monitor, cavo di rete, e potete avviare, semplicemente inserendo un alimentatore (va benissimo un comune caricabatterie per cellulare che sfrutti il collegamento USB, e un cavetto con terminale micro-USB), che farà da startup.

Terminato il caricamento (piuttosto rapido, considerato l’hardware a disposizione), vi ritroverete in un wizard tramite il quale settare il layout di tastiera, la lingua, la password dell’utente pi (predefinito), la modalità di avvio (testo o grafica), e altre cosette, poi potrete finalmente avviare il vostro OS! 😉

A questo punto, possiamo pensare di impostare una password per l’utente root, aggiungere il nostro utente, e di avviare il PC direttamente con tale utente, piuttosto che con pi:

sudo passwd root
sudo adduser VOSTRO_UTENTE

Poi diamo all’utente creato la possibilità di usare il comando sudo; per fare ciò editiamo il file /etc/sudoers nel seguente modo:

su
EDITOR=nano visudo

E subito dopo la riga:

root         ALL=(ALL:ALL) ALL

Inseriamo la riga seguente:

VOSTRO_UTENTE        ALL=(ALL) ALL

Possiamo ora loggarci col nostro utente:

su VOSTRO_UTENTE

Bene, adesso il nostro Raspberry Pi si avvia ancora con l’utente pi, quello predefinito, per avviare direttamente il nostro utente, senza richiesta di password, editiamo il file /etc/inittab, cercando la riga (attenzione perchè potrebbe essere leggermente diversa):

1:2345:respawn:/sbin/getty 38400 tty1

E commentandola mettendo un # davanti, poi inseriamo la riga:

1:2345:respawn:/bin/login -f VOSTRO_UTENTE tty1/dev/tty1 2>&1

Salviamo e chiudiamo l’editor, poi editiamo il file /etc/profile inserendo semplicemente alla fine uno startx. Riavviamo e vedremo come l’utente predefinito sia diventato il nostro.

Per ora direi che basta così, ovviamente continuerò a smanettare col Raspberry Pi e a tenervi aggiornati.. 😉

Alla prossima..

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