Oggi vi parlo della mia ultima scoperta, Crunchbang..

Ormai da tantissimo tempo ho abbandonato i DE “famosi” (Gnome, KDE o Unity che sia) in favore di DE più leggeri e funzionali. In tale ottica, avevo scelto di installare Xfce sulla mia Debian Sid, ma sinceramente non ne ero pienamente soddisfatto (in alcune occasioni sinceramente lo trovavo “pesante”, con le dovute proporzioni rispetto agli altri ovviamente).

Ed ecco che cercando in rete un’alternativa mi sono imbattuto in Crunchbang, una distro giovane che da derivata di Ubuntu è passata ad essere derivata direttamente da “Mamma” Debian (Wheezy per la precisione, il ramo che è in fase di passaggio a stable), con Openbox come DE, leggero e funzionale come piace al sottoscritto.

Prima curiosità, il simbolo di questa distro è #!, in gergo tecnico si tratta di un hashbang, ovvero un simbolo particolare usato negli script per indicarne l’interprete.

Dal sito ufficiale, scarichiamo la ISO dell’ultima versione, la 11 “Waldorf” (nel mio caso a 64 bit) e la portiamo su un pendrive USB da almeno 1 GB (basta seguire la guida presente nel sito stesso) per poterla installare. Personalmente avrei preferito una ISO su CD, più adatta anche a vecchi PC, ma fortunatamente il mio vecchio, ma sempre glorioso Asus A6Ja, permette anche il boot da USB, quindi procediamo.

Possiamo ovviamente avviare la live, oppure installare direttamente. La procedura di installazione è quella classica di Debian, da seguire passo passo. Purtroppo però incorriamo in un errore se selezioniamo la lingua italiana:

crunchbang_errorPersonalmente, ho risolto installando il sistema in inglese, poi dopo l’installazione ho modificato la lingua di sistema con:

apt-get install locales
dpkg-reconfigure locales

Dati entrambi con i privilegi di root. Ma in rete si legge anche di altre soluzioni al problema, che quindi non è critico e sono certo che verrà risolto nelle prossime release.

Dopo l’installazione, ecco la schermata iniziale di Crunchbang, scarna, o meglio essenziale, ma estremamente elegante:

Screenshot - 080213 - 11:02:15Da notare lo script post-installazione che parte in automatico, e che consente in un colpo solo di installare:

  • aggiornamenti della distro
  • stampanti
  • supporto Java
  • LibreOffice
  • pacchetti per developers

Da notare anche la presenza di default di Conky, programmino molto conosciuto in ambiente Linux che consente di ricavare numerose informazioni sul sistema: da quello che ci dice, notiamo subito che il consumo di Ram è minimo (170 MB su 2 GB totali è pochissimo), ma smanettando un pochino sono riuscito a scendere sotto i 100 MB.

Altra curiosità: non c’è alcun menu!! Per richiamare applicazioni ed impostazioni di sistema in Crunchbang basta cliccare col tasto destro del mouse su un qualsiasi punto del desktop:

crunchbang_menuLa dotazione di programmi è davvero completa, e comunque non mancano link su link per installare direttamente ciò che non è presente. Inoltre, va detto che a livello di configurazione del sistema, specie del DE, è possibile agire direttamente tanto sui file di configurazione, quanto tramite comode interfacce grafiche.

Crunchbang non mi sembra proprio una distro per novellini di Linux (intendo per chi proprio è a digiumo di questo genere di OS), ma direi che è un ottimo punto di partenza per iniziare a smanettare, anche e soprattutto per imparare a smanettare!

Per ora sono molto soddisfatto e, devo ammetterlo, impressionato, non pensavo di poter trovare una derivata di Debian tanto interessante (specie poi per me, fissato come sono con “Mamma” Debian). Vi terrò aggiornati..

Stay tuned..

Alla prossima..

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