Aptosid è una distribuzione basata su Debian. Non Debian e basta però, ma Debian Sid, ovvero il ramo unstable della famosissima distribuzione. Utilizzando il sottoscritto quotidianamente tale ramo, un test di questa distro era praticamente d’obbligo.

Aptosid (inizialmente chiamata Sidux) nasce dall’idea di voler rendere più “semplice” l’approccio e l’utilizzo del ramo unstable di Debian; i requisiti di sistema sono decisamente bassi:

  • almeno un Pentium II come CPU
  • 256 MB di RAM
  • 3 GB di spazio sul disco fisso
  • una scheda video che supporti una risoluzione di 640×480

Il liveCD, scaricabile da qui, prevede sia la versione a 32 bit che quella a 64 bit, e come desktop environment è presente KDE (Lite o Full) oppure Xfce. Grande è il supporto all’hardware, e questo significa che molto probabilmente tutto ciò che avete installato sul vostro PC funzionerà senza troppi patemi.

Ovviamente è possibile l’installazione su disco fisso, tramite un apposito installer, devo dire decisamente “povero”, specie se paragonato agli installer di altre distribuzioni, ma fa comunque il suo dovere, sfruttando anche gparted per la gestione delle partizioni.

I repository sono ovviamente quelli di Debian Sid, più un repository proprio che contiene le personalizzazioni di Aptosid e poco altro. Devo dire che l’immagine che si scarica (nome in codice “Ponos”) è decisamente datata, risalendo a marzo dello scorso anno (2011-03, ma basandosi su Sid si tratta quasi di una rolling release, per cui questo non è così strano), per cui dopo l’installazione è necessario aggiornare la lista dei pacchetti e procedere ad un upgrade totale della distro (apt-get upgrade && apt-get dist-upgrade), che prevede lo scaricamento di circa 500 MB di dati, e il conseguente tempo di installazione (a me c’è voluta quasi un’ora, ma ero su Virtualbox).

Dopo l’aggiornamento però, ho trovato la piacevole sorpresa del kernel 3.4 (personalizzato per Aptosid) installato, oltre alla versione 4.7.4 di KDE. Da dire infine che dopo l’aggiornamento è necessario installare la localizzazione italiana (di default sono presenti solo l’inglese e il tedesco).

In conclusione, personalmente trovo Aptosid un progetto sicuramente interessante, ma sinceramente per chi come me è già abituato ad usare il ramo unstable di Debian, forse un tantino superfluo, dato che le differenze con la “mamma” non sono eccessivamente marcate.

Ho realizzato il “solito” screencast, eccolo:

Come sempre, lo trovere anche sul mio canale Youtube..

Alla prossima..

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