Oggi voglio parlare di Chakra Linux, una distribuzione basata su Arch Linux (di cui ho parlato in passato qui e qui) che usa come desktop environment KDE. Essendo basata su Arch, ovviamente ne eredita il concetto di “half-rolling” (ovvero la mancanza di una vera e propria “release”, sostituita da un aggiornamento continuo dei pacchetti, ma con periodi di freeze dei componenti principali, come ad esempio il kernel e xorg), e come la sua “mamma” non è adatta ad un esordiente totale con Linux, ma si rivolge a chi ha già una certa dimestichezza con sistemi di questo tipo.

I requisiti minimi per installare Chakra Linux sono decisamente accessibili:

  • Processore Intel Pentium II o superiore o processore AMD64-ready per sistema a 64bit
  • 384MiB di RAM per il sistema in live, 512MiB di RAM per l’installazione e 1Gb di RAM per l’installazione su Virtualbox
  • Circa 4 Gib di disco rigido libero
  • Monitor di risoluzione 800 x 600 o superiore
  • Una connessione internet ragionevolmente veloce

Installazione “standard”, ovvero con un installer grafico (Tribe) parecchio ben fatto, che passa dai soliti step (preparazione disco, creazione utente e così via), ecco che siamo su un desktop decisamente elegante e completo, come ci si aspetta da KDE.

Come kernel abbiamo il 3.2.8 e il DE è alla versione 4.8.3 e le librerie Qt sono alla versione 4.8.1, insomma un ambiente decisamente aggiornato. Da sottolineare la mancanza di un tool grafico di gestione dei pacchetti/aggiornamenti, per cui occorre fare tutto da linea di comando (uno dei motivi per cui dicevo che Chakra Linux non è una distro adatta ai neofiti). Non c’è LibreOffice come suite da ufficio, ma Calligra, nella versione 2.4.

Da segnalare il sistema dei bundle: ovvero tutti quei software che non sono installati di default perchè magari basati su GTK (le librerie usate da Gnome), come ad esempio Firefox o Gimp, tanto per citarne due, possono essere installati tramite una comoda interfaccia, ma la cosa interessante è che non si tratta della classica installazione che tutti conosciamo: diciamo che questo software sono “racchiusi” in una sorta di immagine, che quindi impedisce di “sporcare” il sistema con librerie non-KDE.

Per chi fosse interessato, ecco i link giusti.. 😉

Ho testato Chakra su Virtualbox e devo dire che non era male (considerato l’ambiente virtuale), interessante sarebbe provare un’installazione su un sistema reale. Ecco un piccolo screencast estratto dalla mia prova.

Come sempre, questo e gli altri miei video sul mio canale Youtube.

Alla prossima..

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