Cos’è DD?

Si tratta di un comando in grado di “specchiare” un intero hard disk. In altre parole, copia tutto ciò che gli indichiamo in una partizione, sia che si tratti di un’immagine (ad esempio), o dell’intero contenuto di un disco (un clone vero e proprio). Per questi motivi è ovviamente un comando “pericoloso” se utilizzato nel modo sbagliato (in men che non si dica potreste ritrovarvi senza dati fondamentali).

Una grave pecca di questo comando è quella di non presentare di default alcuna segnalazione di avanzamento all’utente, che vede semplicemente il cursore lampeggiante, ignaro di ciò che sta realmente succedendo.

Esiste però un’opzione, pv, che consente di aggiungere all’output una specie di barra che, se non altro, ci fa capire che il programma sta avanzando e quando, più o meno, starà per finire.

Ad esempio, per copiare l’immagine di un disco su una pendrive (alcune distribuzioni Linux vengono rilasciate in questo modo) il comando è il seguente:

dd if=/home/nomeutente/nomefile.img dd of=/dev/sdb bs=10M

Dove if è l’input, of indica l’output e bs indica la dimensione del blocco che andrà scritto di volta in volta. Ovviamente i nomi vanno adattati alle vostre esigenze (la pendrive può anche essere /dev/sdc ad esempio).

Se vogliamo un’indicazione di avanzamento, aggiungiamo l’opzione pv:

dd if=/home/nomeutente/nomefile.img |pv|dd of=/dev/sdb bs=10M

Alla prossima..

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