Upgrade del Flash Player Plugin (flashplugin-nonfree) su Debian

Installare il Flash Player Plugin (pacchetto flashplugin-nonfree, purtroppo ancora molto utilizzato sul web) su Debian è semplice, basta dare:

sudo apt-get install flashplugin-nonfree

Ma forse non tutti sanno che per aggiornarlo c’è un comando apposito:

sudo update-flashplugin-nonfree --install

Alla prossima..

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Brother DCP-115c su Debian

Oggi voglio parlare della stampante Brother DCP-115c.

Si tratta di una vecchia multifunzione a getto d’inchiostro, acquistata forse 7-8 anni fa, pagata poco, senza chissà quali pretese, ma che ha sempre fatto egregiamente il suo dovere (ovviamente è chiaro che il sottoscritto non ha da stampare fotografie e/o documenti particolari). Oltretutto, ancora oggi trovo senza problemi i consumabili, a prezzi praticamente stracciati.

Un altro pregio? Bè, dopo tanti anni, il supporto a Linux è ancora completo e puntuale! Vediamo quindi come installare i drivers per stampante e scanner in Debian, seguendo la nuova procedura pubblicata il 12/03/2014.

Andiamo nella pagina relativa alla DCP-115c nel Solutions Center, e scegliamo Download, poi nella schermata successiva, scegliamo il pacchetto .deb per Linux, e probabilmente riceveremo un errore, nulla di preoccupante, clicchiamo su Chiudi e inseriamo English come lingua di ricerca, ecco che verremo catapultati nella pagina di download dei drivers.

Benissimo, basta scaricare ora il primo script, il Driver Install Tool. Basterà cliccare e accettare il contratto di licenza. Una volta scaricato lo script, andiamo nella directory in cui lo abbiamo scaricato, decompattiamolo (avremo scaricato un archivio compresso) e diamogli i permessi di esecuzione:

chmod +x linux-brprinter-installer-2.0.0-1

A questo punto, basta dare come root:

sudo ./linux-brprinter-installer-2.0.0-1

E lo script ci chiederà di inserire il modello della stampante, inseriamo DCP-115c e il gioco è fatto, ci verranno comunicati i pacchetti da scaricare, verrano scaricati ed installati, il tutto condito da varie domande, a cui dovremo praticamente rispondere sempre si (si tratta di accettare le varie licenze d’uso); all’ultima domanda, “Will you specify the DeviceURI?”, dovremo invece rispondere No, in quanto presumibilmente la staremo usando collegata direttamente al PC mediante cavo USB (mentre in questo caso ci viene chiesto di inserire l’URI di rete).

Finito! Facile no?

Alla prossima..

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Supporto hardware in Linux: il progetto H-Node

Bisogna ammetterlo, quando si collega nuovo hardware ad una distribuzione Linux, tutti tratteniamo per un attimo il fiato. Spesso va tutto bene, ma alle volte c’è da lavorare un po’ prima che tutto funzioni a dovere, in quanto il supporto hardware in Linux per determinati prodotti tende ad essere carente.

Va anche detto che spesso, ad un supporto hardware in Linux carente, corrisponde una buona comunità che riesce a sopperire a quasi tutte le “mancanze” dei produttori.

Una mano in questo senso ce la danno Debian e la FSF (Free Software Foundation), con un progetto volto a creare un database online di hardware davvero compatibile con Linux, dai notebook alla componentistica in genere.

Il supporto hardware in Linux è un argomento da sempre controverso, ma questa risorsa potrebbe rivelarsi davvero preziosa, trattandosi ovviamente di un archivio in continua crescita.

Trovate l’intero progetto su http://www.h-node.org

Alla prossima..

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Url rewrite su WordPress in locale

Su un sito WordPress in locale, possiamo scegliere di abilitare i cosiddetti permalink personalizzati (Impostazioni -> Permalink), ovvero presentare le url delle nostre pagine web in maniera più elegante, esattamente come avviene in un sito online.

Normalmente però Apache non ha abilitato di default il modulo di rewrite, per cui potremmo ottenere un errore 404 (Not found). Poco male, per ovviare basta abilitare l’url rewrite su WordPress in locale, andando nel file di configurazione (/etc/apache2/apache2.conf in Debian) e cercando la seguente sezione:

<Directory /var/www/>
 Options Indexes FollowSymLinks
 AllowOverride None
 Require all granted
</Directory>

E modificarla come segue:

<Directory /var/www/>
 Options Indexes FollowSymLinks
 AllowOverride All
 Require all granted
</Directory>

A questo punto, riavviamo Apache, dando come root:

service apache2 restart

Ed ecco fatto, adesso abbiamo l’url rewrite su WordPress in locale e quindi ora il nostro WordPress sarà perfettamente in grado di trattare correttamente qualsiasi tipo di permalink ci venga in mente!

Alla prossima..

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Trasferire un sito WordPress da locale a remoto

Spesso si realizza un sito in locale, costruendo un ambiente di test appropriato in cui possiamo “giocare” come meglio crediamo. Bene, una volta completo il lavoro, sarà necessario trasferire il nostro sito WordPress da locale a remoto, nello spazio web che avremo ne frattempo acquistato.

Le strade sono due: ricostruire tutto passo passo, installando e configurando tutto il necessario, ovvero praticamente ricostruire il sito in remoto partendo da zero, oppure, più pratico e veloce, trasferire direttamente il sito WordPress da locale a remoto, con una sorta di copia e incolla avanzato.. ;)

Per perseguire quest’ultima strategia, sono necessari pochi, semplici, ma precisi passaggi:

  1. esportiamo il database: possiamo farlo comodamente da phpmyadmin (dai se avete costruito un sito in locale lo avete sicuramente installato ed utilizzato). Mi raccomando esportiamo un file .sql e ricordiamoci di esportare oltre alla struttura del DB anche i dati in esso contenuti;
  2. modifichiamo il file così ottenuto: al suo interno ci saranno numerosi riferimenti a localhost, ovvero al sito in locale, tutti questi riferimenti vanno trasformati nella url del sito che sarà online. Potete tranquillamente farlo con un buon editor di test che consenta il cosiddetto trova e sostituisci. In realtà si potrebbe anche usare un’apposita query direttamente sul DB, ma potrebbe rivelarsi un’operazione più complessa del necessario per i nostri scopi;
  3. importiamo il DB online: nello spazio web creiamo il DB che riceverà i dati, poi eseguiamo l’import del file creato in precedenza, sempre con phpmyadmin, presente in praticamente qualunque servizio attualmente in commercio. Sarà un’operazione non proprio velocissima (nulla di esagerato, il DB non conterrà una grandissima mole di dati). Mi raccomando, questa operazione è fondamentale, deve andare a buon fine prima che si possa proseguire;
  4. modifichiamo il file  wp-config.php: si tratta del file che contiene le informazioni relative al DB. Ovviamente ci saranno quelle riguardanti il sito in locale, bene dobbiamo inserire quelle relative al DB remoto. Essenzialmente, l’host potrebbe anche restare localhost (molti servizi di hosting lo consentono), ma non è sicuro, controllate prima di procedere, poi dovremo inserire utente del DB remoto e relativa password (spesso in locale si usa semplicemente un utente root senza password, cosa che accade raramente online), oltre che il nome del DB online che abbiamo creato e popolato in precedenza; anche questa operazione è fondamentale, attenzione alla correttezza dei dati che andiamo ad inserire;
  5. finalmente, possiamo eseguire l’upload del sito: basta un client FTP come ad esempio FileZilla, e attraverso l’account FTP del nostro servizio di hosting andremo a mettere online i files finora presenti solo sul nostro pc.

Finito! A questo punto, se tutto è andato bene, basta collegarsi alla url del sito remoto e “magicamente” vedremo ciò che poco prima era solo in locale, esattamente identico, ma online!! ;)

Ovviamente, un controllino generale non fa mai male, il metodo è sicuro ma qualcosa potrebbe pur sempre sfuggire..

Alla prossima..

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