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mag

24

2015

Per collegare questo piccolo ma potente altoparlante Bluetooth a Debian ho seguito la seguente procedura.

Rockbox-Round-H2O-mistergadget.net-002-300x300Premetto che nel mio caso si tratta di una Debian testing con MATE come desktop environment, ma più o meno la procedura dovrebbe essere adattabile al caso generico.

Per prima cosa installiamo il necessario:

sudo apt-get install pulseaudio pulseaudio-module-bluetooth pavucontrol blueman bluetooth bluez bluez-tools

Creiamo il seguente file:

nano ~/.asoundrc

E al suo interno scriviamo:

pcm.!default plug:pulse 
pcm.pulse { 
 type pulse 
}

Editiamo /etc/default/bluetooth mettendo 1 al posto di zero nelle due linee:

HID2HCI_ENABLED=1 
HID2HCI_UNDO=1

Riavviamo il sistema (potrebbe anche essere sufficiente un restart del servizio bluetooth), poi tramite l’applet apposita facciamo il pairing dell’altoparlante (nel remoto caso in cui vi chiedesse un PIN inserite pure 0000) e mandiamo in esecuzione un file audio per provare: non sentiremo nulla (almeno nel mio caso è stato così).

Andiamo nelle impostazioni audio di PulseAudio e nell’ultima scheda, Configurazione, associamo a Rockbox Round (che spero a questo punto si veda) il profilo High Fidelity Playback (A2DP Sink), infine nella scheda Riproduzione troveremo elencata l’applicazione che sta eseguendo l’audio, settiamola su Rockbox Round ed ecco che l’audio passerà appunto sul Rockbox Round.

Alla prossima..

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mag

3

2015

Recentemente mi è stato chiesto di dotare un sito creato con WordPress di un’area riservata, dedicata ai clienti (nello specifico, una pagina personale per cliente).

Considerato che non c’era nemmeno la necessità di fornire un modulo di registrazione (è l’admin del sito a dare l’accesso), con una veloce ricerca in rete ho deciso di creare un’area riservata con WordPress usando due semplici plugin, del tutto gratuiti: User Access Manager e Peter’s Login Redirect.

Il “progetto” è in realtà molto semplice: sfruttando la gestione dei ruoli utente di WordPress, andiamo a ridirezionare l’utente specifico sulla sua pagina dopo il login.

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apr

30

2015

Un piccolo post per tutti gli amici di Taranto e provincia, si tratta di un evento promosso e realizzato dall’Associazione DeployLab, della quale sono onorato di far parte.

Di seguito il comunicato ufficiale:

Si terrà giovedi 7 Maggio alle ore 20.30 presso il Bebop di Taranto in Corso Umberto n.16 il primo “Retrò Expo” organizzato dall’associazione Deploy LAB;

si tratta di un evento dedicato agli appassionati della “tecnologia di una volta”, un’esposizione di oggetti tecnologici obsoleti per alcuni, ma che per tanti hanno ancora molto da raccontare.

“Capire il passato ci dà una marcia in più per sviluppare il nostro futuro” è quanto ci spiega Luigi Santantonio di Deploy LAB, un’associazione che opera con il preciso intento di promuovere e diffondere la cultura scientifica nel campo delle nuove tecnologie

Nell’accogliente Bebop si avrà l’occasione di rivivere gli anni in cui si archiviavano file su unità a nastro magnetico, ci si sfidava a “International Soccer” e si navigava in internet ad una velocità di 14.4 k

Il primo “Retrò Expo” ha la finalità di far conoscere i “pezzi da museo” tecnologici ormai in disuso e nasce come opportunità per discutere di come si sia evoluta la tecnologia nel tempo, capirne i principi tecnici alla base, e soprattutto incontrare persone con la stessa passione per il retrò.

La partecipazione all’evento è gratuita

Retrò-Expo-7-maggio-2015-bebop

Chiunque volesse farci visita sarà il benvenuto. Non mancate!!

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mar

29

2015

Sempre più spesso si parla di NoSQL, ovvero database non relazionali. Ma di cosa si parla esattamente? Da dove nasce l’esigenza di queste basi dati flessibili e scalabili?

Cominciamo col dire che un database SQL si basa su relazioni tra i dati in esso contenuti: semplicemente, possiamo pensare di rappresentare i dati in tabelle le cui righe rappresentano le informazioni estratte da una situazione reale. Ovviamente questa rappresentazione dei dati deve essere sensata, ad esempio una tabella che astrae l’anagrafica degli utenti conterrà nome, cognome, indirizzo, username, password e via dicendo. Le informazioni devono essere frammentate su più tabelle, che poi vanno messe appunto in relazione tra loro (nell’esempio precedente, possiamo pensare di separare la parte relativa all’indirizzo in un’apposita tabella a parte: il collegamento tra le due avverrà semplicemente con un campo ID presente in entrambe), come nella figura seguente:

sql
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mar

26

2015

Recentemente ho avuto necessità di caricare dinamicamente dal web delle immagini in una ListView all’interno di un’app Android. Operazione non complicatissima, ma ciò che non mi soddisfaceva del codice che avevo scritto erano le prestazioni che ero riuscito ad ottenere.

Con un rapido giro in rete, ho trovato la libreria Android Universal Image Loading, con la quale ho risolto praticamente ogni problema.

Si tratta di uno strumento pratico e veloce per il caricamento e la visualizzazione di immagini nelle nostre app, con moltissime opzioni di configurazione che aiutano proprio nella gestione delle prestazioni (un occhio di riguardo va sempre tenuto per quanto riguarda velocità e consumo di dati).

L’uso di base è davvero semplice, dopo aver importato la libreria nel progetto, basta dichiarare la configurazione di base:

        DisplayImageOptions defaultOptions = new DisplayImageOptions.Builder()
            .cacheInMemory(true).imageScaleType(ImageScaleType.IN_SAMPLE_POWER_OF_2)
            .displayer(new FadeInBitmapDisplayer(300)).build();

        ImageLoaderConfiguration config = new ImageLoaderConfiguration.Builder(
            context).defaultDisplayImageOptions(defaultOptions)
            .memoryCache(new WeakMemoryCache()).build();

        ImageLoader.getInstance().init(config);

Ovviamente, quelli che vedete sono i settaggi che ho scelto di utilizzare io, per una mappa completa delle possibilità offerte vi rimando alla pagina ufficiale del progetto su GitHub: Android Universal Image Loading.

Dopo la configurazione iniziale (io ad esempio l’ho inserita nel costruttore dell’Adapter relativo alla mia ListView), basta richiamare nel codice giusto due istruzioni:

            imageLoader = ImageLoader.getInstance();
            imageLoader.displayImage(obj.getImage(), image);

Avendo cura di dichiarare nel nostro codice un oggetto appartenente alla classe ImageLoader (che il sottoscritto con molta fantasia ha chiamato proprio imageLoader). Ovviamente nel mio esempio i due parametri passati al metodo displayImage altro non sono che l’URL dell’immagine e la ImageView in cui l’immagine stessa sarà poi visualizzata.

Ovviamente Android Universal Image Loader permette il caricamento di immagini anche da fonti diverse rispetto al web, sempre tenendo d’occhio lo sfruttamento delle risorse del dispositivo.

Semplice no?

Alla prossima..

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