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Ott

17

2021

Mi è capitato di trovarmi nella condizione di dover reinstallare GRUB su partizione Efi, in quanto di fatto il sistema non era più in grado di avviarsi.

Ho dovuto faticare più del previsto, in quanto di fatto l’uso di Efi rende leggermente diverse le consuete operazioni di ripristino, ma alla fine sono riuscito a reinstallare Grub su partizione Efi. Esistono dei tool che promettono di riparare in maniera quasi del tutto automatica queste situazioni, ma ho preferito procedere via codice.

Premetto che io uso LMDE 4 (Linux Mint Debian Edition), ma i passi fondamentalmente sono gli stessi per qualsiasi distribuzione.

Per prima cosa, procuriamoci una live di LMDE e la portiamo su USB (ad esempio) con un software tipo Balena Etcher. Una volta avviato il sistema in versione live, apriamo un terminale e digitiamo:

sudo mount /dev/sda2 /mnt
sudo mount /dev/sda1 /mnt/boot/efi
for i in /dev /dev/pts /proc /sys /run; do sudo mount -B $i /mnt$i; done
sudo chroot /mnt
grub-install /dev/sda
update-grub  

In questo esempio sda è il disco sul quale va reinstallato il GRUB, che nel mio caso contiene varie partizioni, compresa una dedicata per il boot, sda2 è la partizione dov’è installato LMDE (in generale il sistema operativo da avviare), e sda1 è la partizione di boot Efi.

A questo punto, dovremmo aver già terminato (al termine dovremmo vedere la lista delle immagini di avvio rilevate), ma in realtà al sottoscritto si è presentato questo ulteriore errore:

/usr/sbin/grub-probe: error: failed to get canonical path of `/boot/grub/fonts/UbuntuMono16.pf2'.

Dopo un’ulteriore ricerca in rete, mi sono reso conto che la soluzione è più semplice di quanto possa sembrare. Si tratta semplicemente di editare il file /etc/default/grub.d/60_mint-theme.cfg, andando a sostituire il carattere indicato nell’errore (UbuntuMono16.pf2), con un semplicissimo unicode.pf2.

Rilanciato grub-update, tutto va a buon fine e riesce a reinstallare GRUB su partizione Efi.

Riavviare il PC e il boot dovrebbe adesso riuscire.

Alla prossima..

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Ago

30

2021

Oggi vediamo come integrare Home Assistant con Alexa.

Finora abbiamo un sistema controllabile unicamente dall’interfaccia del PC o dall’app, ma la possibilità di usare tutto solo con la voce non può essere trascurata.

Diciamo subito che esistono almeno due modi di realizzare questa integrazione: il primo, più semplice, prevede di far apparire tutto come fosse una lampadina, il secondo invece prevede una vera e propria integrazione mediante una skill realizzata apposta.

Ho scelto il secondo metodo, all’apparenza molto complesso, ma in realtà vedremo come integrare Home Assistant con Alexa sia più semplice del previsto, basta procedere con calma e seguire le istruzioni che scriverò.

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Ago

1

2021

Poter accendere e spegnere una lampadina dall’app di Home Assistant è bello, ma usare automazioni e scene rende il tutto veramente fantastico!

In questa pagina c’è il riepilogo di tutto ciò che abbiamo fatto finora, oggi invece ci concentriamo su come iniziare ad automatizzare davvero il funzionamento dei nostri dispositivi.

Immaginiamo di voler gestire l’illuminazione di una stanza, con automazioni e scene diventa semplicissimo.

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Lug

17

2021

Vediamo oggi come usare Deconz per gestire dispositivi ZigBee.

Finora abbiamo soprattutto configurato ed ottimizzato Home Assistant, è il momento di iniziare a collegare (ed usare) dispositivi al nostro sistema domotico.

I dispositivi che possono essere riconosciuti, e quindi gestiti, da Home Assistant possono sfruttare la rete WIFI di casa, oppure usare la tecnologia ZigBee.

ZigBee è un protocollo che consente la connessione di dispositivi in modalità wireless, e che normalmente ha bisogno di un gateway per funzionare: in parole povere, colleghiamo il gateway ZigBee alla nostra rete WIFI, e tutti i dispositivi che vogliamo controllare al gateway.

Tra l’altro, alcuni dispositivi ZigBee fanno anche da ripetitoti di segnale, in modo da estendere la portata della vostra rete senza aggiungere altro in casa.

Ovviamente, produttori diversi prevedono ognuno il proprio gateway, e questo, al crescere del numero di dispositivi domotici in casa, potrebbe significare numerosi gateway, ognuno con la propria app di gestione (seppur tutti connessi ad Home Assistant).

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Lug

5

2021

In questo articolo vedremo alcuni concetti fondamentali di Home Assistant, necessari al proseguimento della realizzazione del nostro sistema domotico.

Per prima cosa, un po’ di termini che occorre conoscere:

  • Integrazione: si tratta di tutto ciò che possiamo collegare ad Home Assistant, dalle lampadine alle smart TV, passando per il cellulare; attenzione perchè per integrazione si intendono anche servizi in cloud. Ogni integrazione può contenere multipli dispositivi o entità;
  • Area:  un’area virtuale in cui sono localizzati i nostri dispositivi (una stanza, l’intera casa, la mia scrivania);
  • Dispositivo: fisico o virtuale,può contenere multiple entità (lo smartphone, tanto per fare un esempio);
  • Dominio: la categoria a cui appartiene un’entità (es. sensor, light);
  • Entità: un “oggetto” con cui interagisce Home Assistant (es. un interruttore, un sensore);
  • Attributi: Un valore contenuto all’interno di un’entità (Esempio: Consumo di un interruttore che funge da presa);
  • Card: una scheda dell’interfaccia grafica legata ad una o più entità.
  • Automazione: un’azione, o una sequenza di azioni, che viene scatenata da un trigger (un evento). Ad esempio, se il cellulare si allontana da casa, attiva il sistema di allarme, oppure ad un certa ora spegni tutto in una stanza.
  • Scena: lo stato di uno o più entità, facilmente richiamabile all’occorrenza (ad esempio, il colore e la luminosità delle lampade di una stanza quando vogliamo vedere un film).

Ormai è praticamente tutto configurabile tramite interfaccia grafica, tramite pochissimi clic del mouse. Nonostante tutto, in alcuni casi è possibile/necessario utilizzare la configurazione mediante file.

Se abbiamo installato il plugin File Editor, sarà semplice accedere alla directory /config, all’interno della quale si trova il file configuration.yaml, che contiene la configurazione fondamentale di Home Assistant.

Tale file va manipolato con molta attenzione, in quanto una configurazione errata produce instabilità del sistema.

La modifica del configuration.yaml comporta sempre un riavvio per essere applicata. Consiglio sempre di usare la funzione Impostazioni -> Controlli del server prima di riavviare, avremo così almeno una verifica formale di quanto scritto.

Prima di concludere, segnalo la possibilità di utilizzare Home Assistant anche attraverso l’apposita App, disponibile nei principali store (link per Android). Si tratta fondamentalmente della stessa interfaccia che abbiamo visto, ma portata nel mondo mobile.

Consente di controllare completamente il sistema, oltre ad essere un comodissimo strumento per poter controllare la nostra domotica anche quando siamo fuori casa.

Alla prossima..

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